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DM77: i dati Agenas e le criticità di un cambiamento ancora parziale

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Agenas ha pubblicato il report sull’attuazione del DM77, delineando un quadro a luci e ombre sulla riforma della sanità territoriale in Italia. I dati fotografano uno scenario in cui, nonostante l’apertura di numerosi “luoghi” (Ospedali di comunità, Case della Comunità, Centrali Operative Territoriali), permangono forti disomogeneità e ritardi attuativi tra le Regioni.

I numeri parlano di strutture in crescita, ma pongono interrogativi sulla reale trasformazione del modello di cura.

Il rischio è che si stiano facendo i compiti a casa, spostando problemi vecchi su strutture nuove con i vecchi paradigmi. Senza un cambio di visione, la medicina del territorio rischia di diventare un contenitore più che un motore di innovazione.

I Dati Agenas

Ma guardiamo ai numeri dell’implementazione:

Case della Comunità (CdC):
Ne sono previste 1.431 in totale.
Al momento, 112 sono operative a pieno regime e 1.129 sono in fase di realizzazione.

Ospedali di Comunità (OdC):
Previsti 403, di cui 32 operativi e 345 in corso di realizzazione.

Centrali Operative Territoriali (COT):
Obiettivo: 602.
138 già attive, mentre 408 sono in fase di attuazione.


Tra risultati e rischi sistemici

 I dati certificano un avanzamento infrastrutturale, anche se non ancora sufficiente. Ma basta aprire strutture per parlare di medicina territoriale moderna?
Qui di seguito ho analizzato alcune delle criticità, emerse finora, che rischiano di compromettere il cambio di paradigma auspicato dal DM77.

Strutture nuove, problemi vecchi

Molti Ospedali di Comunità rischiano di diventare prolungamenti delle lungodegenze, con costi elevati e senza un’adeguata programmazione dei processi di transizione tra ospedale e territorio.

Telemedicina: strumento di prossimità o distanza?

Spesso concepita solo come meccanismo per decongestionare gli ospedali, la telemedicina dovrebbe invece essere leva di equità, garantendo accesso alla specializzazione anche ai soggetti “hard to reach” e riducendo la migrazione sanitaria.

Frammentazione dei servizi

Persistono barriere tra ospedale, territorio e servizi sociali. Ma oggi più che mai serve integrazione: i bisogni sanitari e sociali vanno letti insieme, non separatamente.

Digitalizzazione da ripensare

La sfida non è semplicemente “portare online la carta”, ma creare un sistema digitale interconnesso – un vero Internet of Things sanitario – che metta il paziente al centro della sua storia clinica e sociale.

Personale: la grande incognita

La carenza di personale non può essere affrontata né con retorica bellica, né con rassegnazione. Serve un nuovo modello di gestione che valorizzi tutte le professioni sanitarie, superi la routine e combatta inefficienza, burnout e disomogeneità nella qualità dell’assistenza.

La medicina territoriale può e deve essere l’occasione per ripensare l’intero sistema sanitario, anche nella percezione del paziente. Anche gli ospedali possono trovare nuova centralità in un sistema più integrato, continuo e proattivo.

La vera sfida del DM77 sarà fare in modo che questo mondo funzioni davvero, e non solo sulla carta.


Flavio Ronzi, CEO Endorfine 

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